Viaggi

Mollate le cime, allontanatevi dal porto sicuro. Prendete con le vele i venti: esplorate, sognate, scoprite.

Mark Twain

In primo piano

Ti sei mai sentito vivo?

In Viaggi il 05.08.2016

Il 4 Agosto 2016 è diventato un giorno molto importante per me, in quanto ho visitato una delle sette meraviglie del mondo moderno: Machu Picchu.

Ebbene sì, Machu Picchu era la meta del mio viaggetto di tre giorni in Perù. Mi sono lanciato in un'avventura organizzata all'ultimo minuto solo soletto per visitare il sito archeologico più particolare al mondo. E dopo due aerei di andata, due pullman e un treno ho finalmente raggiunto il mio obbiettivo. Quando ho visto "la città perduta", devo ammettere che mi sono commosso. È così maestosa, misteriosa e meravigliosa che toglie il fiato solo a vederla.

Un'altra cosa che mi ha tolto il fiato è stata l'altitudine: la cittadella si trova a 2400 metri sul livello del mare, dunque qualsiasi movimento a quell'altezza diventa faticoso. E io mi son lanciato in una pazzia ancora più grande: la scalata della Montaña Machu Picchu, la cui cima tocca il 3000 metri. E non ho detto tutto. La scalata non era costituita da un semplice sentiero, ma da una scalinata ripida e vertiginosa, in cui ogni dieci scalini dovevo fermarmi a riprendere fiato. Non è stato facile, ma ce l'ho fatta. Allego la foto dell'eroe in cima.

Lasciando ai giorni prossimi la descrizione nei dettagli dell'esperienza, continuo il racconto parlando del viaggio di ritorno: per la terza volta consecutiva oggi mi sono svegliato alle 4 del mattino per prendere il primo treno per Ollantaytambo, dove sono arrivato due ore dopo. Da lì ho preso un taxi a un prezzo ben contrattato fino all'aeroporto di Cusco, a 180 km di distanza. All'aeroporto ho fatto il possibile per prendere il volo che mi avrebbe portato a Lima, ma son stato rifiutato al check in, perchè il volo era pieno e il mio biglietto era in lista d'attesa (per risparmiare parecchio).

Dopo tanta ansia e altrettanta preoccupazione, son riuscito a imbarcarmi sul volo successivo (anch'esso pieno, ma grazie all'assenza di due passeggeri mi hanno lasciato passare). Adesso mi trovo a Lima in attesa del prossimo volo per Buenos Aires, da dove poi tornerò in Italia. Piccolo dettaglio: scalo di sette ore.

Stay tuned.


In viaggio per ritrovare me stesso

In Viaggi il 03.08.2016

Salutare gli amici non è mai facile, meno che meno se li vedi una volta all'anno. Una volta detto "arrivederci" ai miei cari in Argentina, ho proseguito il mio viaggio alla ricerca di me stesso, imbarcandomi sul primo volo per il Perù.

Partito il 2 agosto di notte, sono atterrato a Lima alle 22 dello stesso giorno e ho alloggiato in una cameretta grande poco più di un buco a due km dall'aeroporto.

Purtroppo nella cameretta non sono riuscito a dormire quanto volevo: alle 3.40 del mattino avevo già la sveglia per prendere il primo volo per Cuzco.

Il volo è durato circa un'ora e ho avuto l'onore di vedere l'alba dagli oblò. A Cuzco mi hanno accolto 2 famigerati gradi centigradi.

Dopo aver attraversato la regione a bordo di un minivan, che sfrecciava sul ciglio di un burrone, e che si è arrestato solo di fronte a una bizzarra protesta di contadini andini, che avevano bloccato la strada tirandoci sopra massi di pietra, sono arrivato a Ollantaytambo alle 11 del mattino, dove ho aspettato il treno Perurail che mi ha portato a Aguas Calientes alle 15. E da qui vi scrivo, distrutto e con tanta voglia di dormire, ma anche di riprendere il #viaggioallaricercadimestesso.

Restiamo in contatto, domani avrò un'altra storia da raccontare.


Maturità e ritorno alla seconda casa

In Viaggi il 01.08.2016

Dopo tanti mesi in cui le mie uniche occupazioni sono state studio e lavoro, posso finalmente dire che circa un mese fa mi sono maturato e patentato. Che cosa vuol dire in poche parole? Libertad.

Per festeggiare questa enorme soddisfazione, mi sono lanciato nella pianificazione dei viaggi che per un anno non ho potuto fare: ed eccomi qui, che scrivo dal "Sur del Sur", dalla terra che mi ha accolto in un anno all'estero, dal mio Paese dei balocchi... L'Argentina.

Ebbene sì, mi son concesso due settimane di relax per riabbracciare i cari amici che per un anno non ho potuto vedere, ma anche per bere un po' di fernet cola. Purtroppo il cambio di stagione da estate di 35°C a inverno di 5°C non è stato accolto molto bene dal mio organismo tropicale, che ha risposto con un raffreddore piuttosto fastidioso.

Per documentare l'estate di viaggi appena iniziata per dire addio al liceo classico, ho aperto questa nuova pagina del sito. Qui potrete vedere dove mi trovo in questo momento, le foto che pubblico, e avrete perfino una webcam sulla mia doccia (nah).

Prossima destinazione? Dove mi porterà il vento? Continua a seguirmi qui o su Instagram @pupilsaroundtheworld.

Amigos.

Una foto pubblicata da Francesco Pupillo 🌎🌍🌏 (@pupilsaroundtheworld) in data:


Chi sono

Francesco Pupillo

Webdesigner, grafico, fotografo, video maker, ma soprattutto sognatore e viaggiatore: Francesco Pupillo è un ragazzo cagliaritano di diciotto anni che segue semplicemente le sue passioni, dovunque esse lo portino. Dal 2013 è regista del gruppo di produzione cinematografica Two Worlds Pictures e tra il 2014 e il 2015 ha vissuto per un anno in Argentina, Paese di cui si è innamorato perdutamente e nel quale ha scoperto che il suo più grande sogno è viaggiare e continuare a scoprire.